Virtus, colpo di mercato: arriva Claudio Nobile

Il neo virtussino Claudio Nobile



Giovanni Pellecchia
Tris d’assi per la Broetto Virtus. La formazione di Massimo Friso, nel suo secondo anno in serie B, lancia le proprie credenziali pur in un girone che si preannuncia tostissimo (i neroverdi sono rimasti nel girone B con le altre venete, lombarde, emiliane tra cui le corazzate Cento e Piacenza, e una sarda).
Dopo la conferma del giocatore virtussino dal miglior rendimento della passata stagione (l’ala forte Crosato) e di quello che arrivato a campionato iniziato ne rappresentò la svolta (il play serbo-bolognese Stojkov), infatti, il dirigente della prima squadra Roberto Rugo nella serata di sabato ha perfezionato l’acquisto del pivot Claudio Nobile (qui nella foto opposto a Tuci, di cui prende il posto). Un potenziale “crack” per la categoria: Nobile, 34enne di 2.06, è capace di giocare sia spalle che fronte canestro ed è anche un buon difensore apprezzato soprattutto dai compagni di squadra. Nell’ultima stagione, disputata a Vicenza, è risultato il terzo giocatore assoluto per rendimento; in cima alla lista dei desideri di coach Friso (anche per le sue buone doti di passatore, dote non comune tra i lunghi), tra tante offerte anche di squadre più accreditate ha optato per la Virtus grazie alla conoscenza personale dello stesso Rugo e alla riconosciuta serietà societaria. Veronese, è cresciuto nella società scaligera (nella quale, aggregato alla prima squadra in A1 dall’anno precedente, fece anche il suo esordio in massima serie nella stagione 2000-2001) prima di una carriera di buon livello tra A2 e A Dilettanti (o B d’Eccellenza, che dir si voglia).
A breve, lo stesso dirigente Rugo conta di poter completare la rosa: in particolare con l’ossatura padovana visto che, dopo la promozione in pianta stabile dei ’97 Bonetto e Ferrara (reduci da un’esperienza tra i senior in D a Limena) e dopo aver stabilito di aggregare anche i ’98 Clark e Deserti, dovrebbe essere questione di ore per la riconferma del “terzetto interno” (Lazzaro, Salvato e Schiavon).

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