
Nei 31 azzurri che il ct Brunel ha inserito nella lista dei convocati per il prossimo Mondiale in Inghilterra (18 settembre – 31 ottobre) non c’è la seconda linea Marco Bortolami, depennato, con la terza Barbieri e il centro Visentin, dall’elenco dei 34 chiamati per raduno pre-Scozia. Al posto del veterano padovano attualmente in forza alle Zebre (Pro 12), lo staff della Nazionale ha preferito Fuser. “È cresciuto molto durante il raduno” ha spiegato il ct francese. Ma per un padovano che piange (metaforicamente, s’intende), ce n’è di sicuro uno che ride. Mauro Bergamasco (classe 1979, in campo nel debutto dell’Italia nel Sei Nazioni quando correva l’anno 2000 e circolava ancora la lira) si appresta a disputare il suo quinto Mondiale da giocatore. Prima di lui, solo il centro samoano Brian Lima, detto “il chiropratico” per la ruvidità dei suoi interventi difenivi, ritiratosi nel 2007 (cartellino rosso per placcaggio illegale e in ritardo nella sua ultima partita dal Mondiale francese) era riuscito a tanto. Nel leggere di una tale convocazione qualcuno ha parlato di “giusto riconoscimento”, altri di “convocazione politica”, dettata cioè da ragioni in qualche maniera “extra tecniche”. C’è stato infine chi, e noi fra questi, ha semplicemente preso atto che, oggi, anno di grazia 2015, Bergamasco Mauro è, a tutti gli effetti, una delle migliori terze linee di cui il nostro movimento attualmente disponga. Chiamarlo a vestire l’azzurro della squadra Nazionale in occasione della competizione più importante e prestigiosa del panorama ovale a livello planetario risulta cioè, in tutto e per tutto, un atto ragionevole, sensato e assolutamente dovuto. Giusto. Nei confronti del giocatore e della squadra. Nella lista Brunel (17 avanti, 14 fra trequarti e mediani) sono 16 i giocatori alla prima chiamata iridata. Tre – Parisse, Masi e Castrogivoanni – al quarto Mondiale. Per chi crede nei numeri e nel calcolo delle probabilità, dal momento che per passare il turno e guadagnare lo storico ingresso nelle 8 Nazionali più forti al mondo, gioa ricordare che nell’edizione 2013 del Sei Nazioni l’Italia riuscì a battere sia l’Irlanda sia la Francia. Detto questo, e non solo alla luce di quanto (non) visto sabato a Torino con la Scozia, resta da dire che l’impresa che attende capitan Parisse e i suoi è di quelle ai limiti dell’impossibile. Ma sognare, si sa, costa poco o niente. Forza Azzurri!.
ITALIA
piloni: Matias Aguero (senza club), Martin Castrogiovanni (Racing Metro/Fra), Dario Chistolini (Zebre), Lorenzo Cittadini (London Wasps/Ing), Michele Rizzo (Leicester Tigers/Ing);
tallonatori: Leonardo Ghiraldini (Leicester Tigers/Ing), Davide Giazzon (Benetton Treviso), Andrea Manici (Zebre);
seconde linee: Valerio Bernabò (Zebre), Joshua Furno (Newcastle Falcons/Ing), Marco Fuser (Benetton Treviso), Quintin Geldenhuys (Zebre);
terze/n.8: Mauro Bergamasco (svincolato), Francesco Minto (Benetton Treviso), Sergio Parisse (Stade Francais/Fra), Samuela Vunisa (Saracens/Ing), Alessandro Zanni (Benetton Treviso);
mm/ma: Edoardo Gori (Benetton Treviso), Guglielmo Palazzani (Zebre), Marcello Violi (Zebre), Tommaso Allan (Perpignan/Fra), Carlo Canna (Zebre);
centri/ali/estremi: Tommaso Benvenuti (Bristol), Michele Campagnaro (Exeter Chiefs/Ing), Angelo Esposito (Benetton Treviso), Gonzalo Garcia (Zebre), Andrea Masi (London Wasps/Ing), Luke McLean (Benetton Treviso), Luca Morisi (Benetton Treviso), Leonardo Sarto (Zebre), Giovanbattista Venditti (Newcastle Falcons/Ing).