“Pronti al cambiamento”: formazione, informazione e amore




di Enrico Daniele
(foto Enrico Daniele)

 

Nella campagna elettorale settembrina per l’elezione del presidente della FIR si era presentato come movimento antagonista alla lista che sosteneva Alfredo Gavazzi, proponendo Marzio Innocenti.
Per nulla demoralizzati dalla sconfitta, ma forti del 46% scaturito dalle urne e dalla rappresentanza di due consiglieri federali, il movimento si è presentato martedì scorso a Padova in una conferenza stampa dove è stata ufficializzata l’Associazione “Pronti al cambiamento”, costituita a febbraio.

Chiarissimi i tre obiettivi spiegati ai convenuti presso l’Hotel M14: formazione, informazione e amore.
Il presidente Riccardo Roman (al centro nella foto), un perfetto sconosciuto nel mondo della palla ovale (come lui stesso si è definito nella presentazione), coinvolto nell’avventura dall’amico Marzio Innocenti, apre la presentazione con il fervore tipico dell’appassionato. “Non faremo battaglie contro, ma vogliamo lavorare per migliorare tutto il movimento, arrivato ad una situazione di crisi sportiva ed economica che non possiamo sottovalutare”


Roman, 50enne funzionario della Regione Veneto ed ex sindaco di Galzignano Terme, parla senza mezzi termini, puntando sulla necessità di dare al rugby italiano più formazione (rivolta ad allenatori, tecnici e dirigenti); più informazione, perché – a suo dire – quella della FIR è insufficiente e pilotata, ed ai consiglieri (per un antidemocratico regolamento) è vietato parlare. Ecco quindi che l’Associazione proporrà una newsletter rivolta alle società perché siano messe al corrente delle scelte attuate dalla Federazione. Scelte che, sempre secondo Roman, attualmente ricadono sui club senza alcun elemento di valutazione. Tutto questo si traduce nell’ amore (che è il terzo punto) per la palla ovale che è ciò che anima tutti coloro che si adoperano ogni giorno per rugby.

Il laziale Emanuele Lusi (a sinistra nella foto), vice presidente dell’Associazione, sottolinea la necessità di una comunicazione chiara che si estranei dal “burocratese” che caratterizza l’attuale informazione federale. Evidenzia il bisogno di una formazione che tocchi tutti i livelli: dai tecnici ai semplici volontari che necessitano di indicazioni atte a migliorare il loro lavoro.

Interviene anche Salvo Pezzano, catanese, ex manager dell’Accademia FIR, che punta il dito contro una politica federale che prima tende all’ impoverimento della periferia per farla diventare poi terreno di scambio a seguito di finanziamenti.

Tocca poi a Marzio Innocenti (a destra nella foto), rieletto presidente del Comitato Regionale Veneto, affermare che il 46% non poteva essere sottovalutato e lasciato cadere nel nulla. Questi tre anni serviranno per preparare la candidatura maggioritaria in alternativa ad un presidente che oggi, secondo Innocenti, è politicamente morto. Alla base della ristrutturazione messa in atto dalla FIR ci sono solo motivazioni economiche, rincara Innocenti, e non per un reale cambiamento.

Anche Giorgio Morelli, presidente del Comitato Regionale abruzzese, parla di una piramide rovesciata, in un miracolo tutto italiano che destina tutte le risorse al vertice anziché alla base.
Al tavolo anche il neo eletto del comitato friulano Claudio Ballico, che sottolinea la necessità di una rinascita del Friuli. Assente per impegni di lavoro, il presidente del comitato dell’Emilia Romagna, Giovanni Poggiali.

In sala tra i convenuti anche i due consiglieri federali Roberto Zanovello ed Erika Morri.
Un primo confronto con i vertici FIR il prossimo 19 aprile quando due rappresentanti di “Pronti al cambiamento”, Innocenti e Zanovello, saranno a giudizio insieme a Fulvio Lorigiola e Gianni Amore in un processo disciplinare per la diffusione di informazioni riguardanti il presidente federale Gavazzi.